La festa della mamma e l’arte

La festa della mamma, fissata la seconda domenica del mese di maggio, è una ricorrenza civile di origine statunitense.

L’idea fu della pacifista Julia Ward Howe, la quale nel 1870 propose di istituire il Mother’s Day for Peace con intenti politici, tuttavia l’iniziativa non riscosse il successo sperato. In seguito Anna Jarvis, anche lei pacifista, celebrò il Mother’s Day riuscendo ad attirare l’attenzione del presidente Woodrow Wilson, che istituzionalizzò la ricorrenza.

In un secondo tempo la solennità venne introdotta in altri Paesi del mondo, in particolare in Italia negli anni Cinquanta.

In occasione della Festa della mamma ho selezionato alcune opere d’arte che celebrano l’amore tra madre e figlio.

Pietà, Michelangelo Buonarroti, 1497 – 1499, marmo, 174 cm x 195 cm x 69 cm, Città del Vaticano, Basilica di San Pietro in Vaticano

Parlando di capolavori che solennizzano l’amore materno è doveroso citare la Pietà di Michelangelo. La pietà è un’inconografia cristiana che riproduce la Vergine Maria, che sorregge il corpo, privo di vita, di suo figlio Gesù Cristo. I gruppi scultorei della Pietà, precedenti a quello michelangiolesco, erano caratterizzate dalla realizzazione del busto di Cristo irrigidito. Michelangelo si presenta come innovativo perché è in grado di adagiare mollemente il busto i Gesù tra le braccia della Vergine, in modo estremamente naturale. Si notino a tal proposito la morbidezza della carne e la resa realistica dei corpi e delle vesti.

Le tre età della donna, Gustav Klimt, 1905, olio su tela, 180 cm x 180 cm, Roma, Galleria d’Arte Moderna

Il tema della tela è un’allegoria sul corso della vita: infatti il titolo Le tre età della donna simbolizza l’infanzia, la maternità e la vecchiaia. La madre è raffigurata frontalmente, stringe tra le braccia la bambina, che dorme serenamente. Ciò che colpisce del dipinto è la tenerezza dell’abbraccio ed è proprio questo che ha reso il dipinto immagine simbolo del rapporto madre figlio. Le figure sono sintetiche ed asciutte ed il decorativismo ricorda pietre e tessuti preziosi.

Studio di testala madre, Umberto Boccioni, 1912, Milano, Museo del Novecento

Quest’opera a primo impatto può risultare poco pertinente col tema dell’affetto materno. In realtà Boccioni è profondamente legato a sua madre, che sarà protagonista di molti lavori dell’artista. In questo caso particolare il pittore applica la scomposizione futurista utilizzando come soggetto mamma Cecilia Forlani. Una testimonianza della venerazione filiale di Boccioni si trova in una lettera indirizzata all’amico Ferruccio Busoni, nella quale l’artista scrive:” Tutto questo periodo della mia vita è sotto la sua influenza e a lei devo la pace e la calma con le quali posso sopportare questa vita terribile”.

AUGURI A TUTTE LE MAMME!!

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