Intervista a Francesco Polazzi

Francesco Polazzi, nato in provincia di Reggio Emilia nel 1988, è un giovane artista emergente, distintosi nel campo della pittura. Il suo percorso di formazione e ricerca artistica inizia all’incirca sette anni fa quando, desideroso di dare una svolta alla sua vita, parte per l’Inghilterra.

In quest’occasione riceve in regalo dalla zia una scatola di colori. Ciò lo porta l’anno successivo ad iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Birmingham e ad iniziare ad esporre le sue opere. Dopo il soggiorno nel Regno Unito parte alla volta dell’Europa dove ha l’occasione di mettere in mostra le sue tele in diverse città.

La sua prossima personale intitolata Visioni di Nuvola sarà inaugurata il 29 aprile 2017 alle ore 19.30 presso il Castello di Spezzano, a Fiorano Modenese (MO).

L’ho intervistato per conoscere la poetica, l’estetica e le influenze che stanno alla base della sua pittura.

Hai cominciato a dipingere quando sei partito per l’Inghilterra. Come mai hai deciso di lasciare Bologna e com’è proseguito il tuo percorso artistico?

Ho attraversato un periodo di rottura con ciò che mi stava attorno, sentivo il desiderio di allontanarmi. Perciò ho frettolosamente terminato il mio percorso universitario, laureandomi in filosofia, ho concluso una relazione sentimentale e sono partito. Mi sentivo molto carico sebbene non sia stato facile recarmi in un altro Paese. Durante il primo anno di soggiorno all’estero mi sono impegnato nello studio dell’inglese, ho lavorato come cuoco e nel tempo libero ho iniziato a dedicarmi alla pittura. Non avevo mai dipinto prima di allora, nonostante disegnassi, ed ho scoperto che mi piaceva. Dopo qualche mese mi sono presentato in una galleria vicino casa, in quell’occasione mi è stata offerta la possibilità di prendere parte alla mia prima mostra di gruppo. Ho fatto un colloquio all’Accademia di Belle Arti di Birmingham e ho conseguito il master in pittura. Dopo aver trascorso tre anni e mezzo in Inghilterra, mi sono recato a Roma dove ho fatto una residenza artistica, sono tornato a Bologna, ma sentivo che il mio percorso artistico doveva proseguire. Così sono partito per un tour di mostre che è iniziato a Parigi, in seguito una personale a Francoforte, una commissione a Birmingham ed infine una personale ad Oslo. Lì sono stato ospitato da amici proprietari di una pizzeria, i quali mi hanno offerto un posto di lavoro in cucina. Ho accettato l’impiego nonostante mi fossi ripromesso che non avrei più lavorato come cuoco, perché impiegavo tutta la mia creatività nei piatti ed avevo poco tempo per dipingere. Infatti dopo diciotto mesi ho deciso di tornare in Italia. In quest’ultimo anno non ho tenuto molte mostre, è stato un momento di ritrovo con me stesso in cui ho dipinto tanto ed ho fatto il punto della situazione.

Hai trascorso gli ultimi sei anni della tua vita viaggiando, questo ha generato la poetica del nomade. Cos’è la poetica del nomade per te?

I viaggi compiuti, sia da bambino con la mia famiglia sia in seguito, mi hanno permesso di costruire un mondo nella mia testa che esprimo attraverso la pittura. Da questo nasce la poetica del nomade, che consiste nel sapere apprezzare le esperienze e gli incontri che avvengono durante un viaggio. Buona parte dei soggetti presenti nei miei quadri sono influenzati dalle persone in cui mi sono imbattuto. Le ho cristallizzate, sono diventate un’immagine che trasmette il sentimento legato ad un determinato momento.

La poetica del nomade parla del sapere apprezzare ogni singolo momento del proprio cammino, del portare con se il frutto delle esperienze passate.

La poetica del nomade si aggancia al ruolo che la Nuvola riveste nella tua opera pittorica?

Sì. Sia il nomade che la Nuvola, nel mio modo di concepire l’arte, simboleggiano qualcosa sempre in movimento. La Nuvola prese forma durante il master in Inghilterra, dove conobbi moltissime persone provenienti da contesti disparati, apparentemente diversissime tra di loro e da me. Nonostante le numerose disuguaglianze trovai altrettanti punti di contatto. Le nuvole, come le persone, sembrano tutte differenti, ma in realtà sono fatte della stessa materia. È proprio quest’essenza comune che permette alle persone di comunicare e creare insieme.

Un altro aspetto che mi colpisce delle nuvole è che hanno forme che ognuno può interpretare in modo differente, come le mie opere.

Le nuvole sono fatte di materia leggera ed invisibile proprio come i pensieri e le sensazioni delle persone.

Come sei riuscito ad esprimere graficamente ciò?

Sto svolgendo un percorso di studio di pittori ed artisti per assimilare la loro tecnica. Ad esempio ho visitato la mostra di Keith Haring a Palazzo Reale a Milano, secondo me Haring ha la dote di saper esprimere al meglio il rapporto tra diversità ed uguaglianza. Ha un tratto molto semplice che ho cercato di assimilare, inoltre nelle mie opere sostituisco le teste delle persone con delle nuvole.

La nuvola e la goccia sono immagini che utilizzo e che costituiscono una parte molto importante della mia pittorica.

Che progetti hai per il futuro?

Sto lavorando per realizzare due mostre, una a Roma ed una a Milano. Prima di questi due eventi ho una grande personale in programma. Il 29 aprile 2017 alle ore 19.30 presso il Castello di Spezzano, a Fiorano Modenese (MO) ci sarà il vernissage della mia personale intitolata Visioni di Nuvola, saranno esposte un centinaio di opere in vendita. Per l’occasione lo stesso giorno alle ore 17 l’artista milanese Bros terrà un discorso di apertura, mentre alle ore 17.30 canterà Selene Lungarella, una cantante toscana. Colgo l’occasione per invitarvi.

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 To my English readers

Francesco Polazzi was born near Reggio Emilia in 1988, he is a young up-and-coming artist in the painting domain. His building career and artistic research began seven years ago, when he wished to change his life and he moved to England.

In this occasion he received as a gift a paint box from his aunt. The following year he enrolled in Birmingham City University to study MFA (Master of Fine Arts) and he began to exhibit his works. After his stay in the United Kingdom he leaves to Europa where he has the opportunity to show off his canvas in different towns.

His next exhibition Visioni di Nuvola will be opened on 29 April 2017 at 7.30 pm in the Spezzano Castle in Fiorano Modenese (MO).

I interviewed him to know about his poetics, his aesthetics and what influences his painting.

You began painting when you moved to England. Why did you decide to leave Bologna and how has developed your artistic career?

I went through a very hard period, I wished to run away from what surrounded me. For this reason, I hastily finished my university career and I got a philosophy degree. I broke up with my girlfriend and I left. I felt very excited, although it has not been easy to move in another country. During my first year abroad I studied hard to improve my English, I worked as cook and in my free time I dedicated myself to painting. I have never painted before, although I drew, and I discovered that I liked it. Few months later I went to an art gallery near my house, and they gave me the opportunity to take part in a group exhibition. I had an interview at Birmingham City University and I got a painting degree. After more than three years in England I went to Rome where I made an artist residency, I came back to Bologna, but I felt that my artistic career had to go on. So I left for an exhibition tour that began in Paris, then I made a personal exhibition in Frankfurt, followed by a commission in Birmingham and last another personal exhibition in Oslo. There I stayed by some friends that own a pizzeria, they offered me a job as cook. I accepted although I promised myself that I would have never worked as cook because I put all my creativity in dishes and then I had no time for painting. In fact, 18 months later I decided to come back to Italy. Last year I did not take part in many exhibitions, it was a time to find myself again, I painted a lot and I took stock of the situation.

You spent the last six years travelling, this led to the creation of the nomad poetics. What is for you the nomad poetics?

For me the nomad poetics are both the journeys that I have done with my family when I was a child and the ones that I have done later, they allowed me to create in my head my own world and I express it through painting. In this way the nomad poetics is created: it consists in appreciating the experiences and the meetings that we do during a journey. Many characters who are depicted in my paintings are inspired by people that I have met during my travels. I have permanently preserved them, and they have become a picture that gives a feeling linked to a particular moment. The nomad poetics claims that we must appreciate every single moment of our walk, and we must take with us the result of our experiences.

Is the nomad poetics linked to the role that La Nuvola plays in your art work?

Yes. In my way to conceive art both nomad and the Nuvola symbolize something that is always in movement. I created Nuvola during my degree in England, where I met many people that came from very different contexts, outwardly they seemed very different from me and from them. I found as much inequalities as many similarities with them. Clouds are like people; they seem all different but they are made of the same material. It is that the common essence that allow people to communicate and to create together.

Another aspect that I like of clouds is that everyone can interpret their shapes in different ways, like they can interpret my works.

Clouds are made of a light and invisible material, exactly like people’s sensations and thoughts.

How could you express this graphically?

I’m studying some painters and artists to take in their technique. I visited the exhibition of Keith Haring in the Palazzo Reale in Milan, in my opinion Haring can express in the best way the relation between difference and similarity. She has a very simple stroke that I tried to take in, besides in my works.

I replace people’s head with clouds.

I use the images of clouds and drops and they are a very important part of my painting.

What are your projects for the future?

I’m organizing two exhibitions, one in Rome and the other one in Milan. Before this two events I have organized I big personal exhibition. On 29 April 2017 at 7.30 pm pm at the Sprezzano Castle in Fiorano Modenese (MO) there will be the preview of my personal exhibition Visioni di Nuvola, one hundred for sale art works will be on display. The same day at 5:00 pm the artist Bros will hold an opening speech, and at 5:30 pm a Tuscan singer Selene Lungarella will sing. I take up the opportunity to invite you.

Traduzione a cura di: Arianna Martinelli

4 Comments
  • Reply
    Isabella Faraldi
    11 aprile 2017 at 3:52

    Ho apprezzato molto la tua intervista: spero di poter essere presente al vernissage di Francesco…

    • Reply
      Clara
      12 aprile 2017 at 19:50

      Grazie Isabella, ti aspettiamo!

  • Reply
    Ilaria
    11 aprile 2017 at 9:17

    Bell’intervista! Hai intenzione di farne altre?

    • Reply
      Clara
      12 aprile 2017 at 19:50

      Si certamente. Ti ringrazio del complimento 🙂

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